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Il calcio femminile al Social Football Summit

Poche ore fa si è svolta un’interessante conferenza dove si è parlato di media e calcio. Una particolare attenzione si è riservata al calcio femminile, con tre ospiti illustri: Regina Baresi, ex calciatrice e capitano dell’Inter; Antonio Cincotta, attuale allenatore della Sampdoria Women ed Arianna Criscione, portiere del PSG statunitense con passaporto italiano. A moderare Daniela Bavarotto, giornalista da tempo attiva per lo sviluppo del calcio femminile.

Il professionismo nel calcio femminile

Si è discusso di molti importanti temi; tra domande personali e di carattere generale sullo sviluppo del movimento, gli intervistati hanno fatto chiarezza su vari ambiti. La prima domanda era riferita al passaggio al professionismo.

“E’ assolutamente uno Step fondamentale per valorizzare il movimento. Bisogna però continuare a lavorare anche con un grande sostegno mediatico. L’interesse di seguire c’è il nostro sport c’è, lo abbiamo visto con i dati della nostra Nazionale in TV; mancano solo le possibilità di seguire le ragazze, che però potrebbero arrivare con un adeguato sostegno mediatico”

Così ha risposto Regina Baresi, dopo di lei ha preso la parola Arianna Criscione.

“Ci sono differenze incredibili rispetto a dieci anni fa. Anche in America quando dico di giocare a calcio le persone si stupiscono, pensano mi riferisca al football americano. E’ fantastico invece che in Italia venga riconosciuto il ruolo delle donne e delle calciatrici. Questo è un passo assolutamente fondamentale ed emblematico per il movimento.”

Cincotta ha poi analizzato la crescita del movimento da quindici anni a questa parte.

“Io ho avuto la fortuna di fare la gavetta, sono 14 anni che lavoro in questo mondo. Il primo step che si è vissuto è stato quello in mano alle società dilettantistiche. Un periodo che non va assolutamente biasimato perché ha permesso di fare calcio. Poi le cose sono migliorate con la Fiorentina, che ha aperto la sezione femminile nel club maschile. Fu lanciato un volano che gli altri club raccolsero. Un altro step importante arrivò il giorno dello Juventus Stadium sold-out in Juventus-Fiorentina. Un momento bellissimo. Poi il Mondiale Femminile, dove è stata fatta una cosa straordinaria da Bertolini e le sue ragazze; ed infine il lavoro della Fiorentina in Champions, stesso processo che sta vivendo la Juventus di Montemurro. Il calcio femminile 4.0 sarà quello del professionismo, frutto di tanta fatica e sudore.”

Le nuove giovani calciatrici

Un altro interessante tema è poi stato quello degli stimoli alle nuove piccole calciatrici.

“Sicuramente una bambina che inizia oggi è avvantaggiata rispetto a ieri; ha la possibilità di farsi accompagnare in strutture apposite. Non farsi colpire dai pregiudizi è fondamentale però. Ai miei tempi ce ne erano molte, ma oggi sta cambiando. Io ci ho messo tempo prima di far accettare dai miei genitori il fatto che io giocassi a pallone. Il ruolo della famiglia deve essere fondamentale.”

Così si apre Regina Baresi, che apre il campo poi alla dichiarazione della sua collega Criscione.

“Per me è stato un po’ diverso, in USA sono stata fortunata; nel ’99 c’era la Coppa del Mondo e quasi tutti all’epoca conoscevano il calcio femminile. Ho sempre sognato di diventare una professionista. Le bambine in Italia hanno modelli fantastici, seguite i vostri sogni e siate testarde. Se volete giocare a calcio giocateci e non ascoltate nessun’altro.”

Poi un commento di Cincotta sulla sua Sampdoria.

“Vi racconterò un aneddoto made in Sampdoria. Dopo l’intuizione di Ferrero di luglio, il gap con le altre squadre della Samp era grande, quasi tutte le calciatrici erano già ufficializzate, e noi arrivavamo in ritardo. La bellezza di questa storia è però quella di aver supportato le atlete e le giovani. Un club così strutturato ha dato moltissime opportunità a delle ragazze come Fallico, di cui sentirete parlare, di potersi esprimere in impianti e contesti adatti a loro.”

Questi sono solo i due interessanti temi iniziali di cui si è trattato in questa conferenza però. Per ascoltare altri aneddoti e tutte le risposte degli ospiti a questo link c’è il Summit integrale, dove si è iniziato a parlare di calcio femminile ad un’ora dall’inizio.

 

 

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