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Rayo Vallecano, l’inizio della fine

Rayo Vallecano

Rayo Vallecano non sta attraversando la sua migliore stagione, sia perché occupa l’ultimo posto in classifica, sia per tutti i problemi organizzativi e societari. Pochi giorni fa è arrivata la goccia che definitivamente ha fatto traboccare il vaso.  

Per capire bene la situazione, però, bisogna partire dall’inizio

Il grande Rayo Vallecano

Il Rayo è una delle squadre “storiche” del calcio femminile spagnolo. Fondato nel 2000, nel giro di tre anni, precisamente nel 2003, vince gli spareggi e vola in Superlega, l’attutale Primera Iberdrola. Dopo qualche anno di “preparazione” nel 2008, oltre a piazzarsi secondo in campionato, arriva il primo trofeo: La Copa de la Reina.  

Nei successivi tre anni, la squadra “madrilena” passa dalle stalle alle stelle, portandosi a casa tre campionati consecutivi, diventato così uno dei grandi club del campionato spagnolo.  

Con l’introduzione del nuovo format, Primera Iberdrola, e l’ingresso delle big, il grande Rayo non riesce più a conquistare nessun titolo, ma continua a piazzarsi tra la medio/alta classifica. Tutto ciò fino alla scorsa stagione. 

Passato recente

Nella scorsa stagione, oltre a salvarsi per il rotto della cuffia, facendo emergere così problemi di gioco, vengono a galla gravissimi problemi di organizzazione, sia per gli allenamenti, che per le partite, in trasferta e in casa. 

Per capire bene la situazione bisogna prendere coscienza di una verità abbastanza spiacevole, cioè alla società, quella della squadra maschile, non interessa più di tanto la sezione femminile. Questo disinteresse purtroppo si è ripercosso sulla “quotidianità” delle ragazze, oltre a rischiare gravi sanzioni da parte della federazione.  

L’emergenza del Rayo Vallecano viene fuori a seguito di due episodi abbastanza aberranti. Partiamo dal presupposto che qualsiasi società, di qualsiasi categoria, possiede un “centro sportivo”, con un campo da gioco più o meno decente, ma soprattutto degli spogliatoi agibili e provvisti di panche, appendi abiti e servizi.  

Ebbene sì il Rayo la scorsa stagione non possedeva nulla di ciò, perciò si sono ritrovate, loro e qualsiasi squadra avversaria che giocava alla Ciudad Deportiva, a cambiarsi per terra, nei corridoi o addirittura all’esterno. Una cosa inaccettabile!  

Sempre in teoria, una squadra semi-professionistica nelle trasferte dovrebbe organizzarsi in maniera tale da non compromettere lo stato fisico-mentale delle proprie giocatrici, perciò se il viaggio risulta essere molto lungo l’idea è quella di partire il giorno prima.  

Purtroppo, anche in questo caso, per il Rayo Vallecano non è così. È successo in varie occasioni, che seppur il viaggio risultasse molto lungo, la squadrava partiva la mattina stessa, “sparandosi” un sacco di ore di pullman. In più per pranzo le giocatrici, invece di mangiare determinati alimenti, “degustavano” un ottimo panino, praticamente vuoto e consegnato direttamente dalla società.  

Le proteste delle ragazze non si fanno attendere, ma anche dagli altri addetti ai lavori, costringendo la presidenza  a migliorare, leggermente le cose. Per l’ultimo scorcio di stagione, il Rayo sembra tornare in carreggiata, tanto che riesce a salvarsi in maniera abbastanza sorprendente.  

Il presente

Durante l’estate tramontano le polemiche, grazie a un mercato abbastanza decente, non con grandi nomi ma un numero sufficiente per creare una rosa combattiva per la salvezza, o così si pensava.  

Comincia la stagione e i risultati un po’ arrivano un po’ no, ma la cosa preoccupante è il ritorno dei problemi, che sembravano  superati.  

Già contro lo Sporting de Huelva, in seguito a uno scontro di gioco, la giocatrice del Rayo è costretta a farsi medicare dello staff avversario a causa della mancanza del personale medico.

La direttrice di gara, Luna Varo, ha riportato l’accaduto, ma la federazione ha fatto finita di niente non sanzionando il club madrileno, per cui loro non si sono posti il problema di cercare uno staff medico. 

Ma il peggio deve arrivare! Nel match tra Rayo Vellecano e Athletic Club, Karen Araya è vittima di uno scontro bruttissimo, dove la cilena piomba al suolo immobile. La direttrice chiama chiama lo staff medico, ma invece di entrare quello di casa arrivano i medici avversari. 

La giocatrice del Rayo viene portata a fare dei controlli all’ospedale, ma per fortuna non ci sono danni. Come di consueto, però, la federazione fa finta di non vedere.  

Salvate il Rayo Vallecano

Come dicevamo prima, il Rayo non sta rispettando per niente le aspettative. Come è da aspettarsi, dopo 22 partite e solo 5 punti, Miguel Ángel Quejigo viene esonerato.  

La dirigenza madrilena sceglierà il giusto sostituto? Ovviamente no. Al povero Quejigo subentra il più che conosciuto, non in positivo, Carlos Santiso.  

Il neo allenatore, pochi mesi fa ha rinunciato all’incarico di selezionatore dell’under-12 di Madrid, dopo che esce allo scoperto un suo audio del 2017:  

“Questo staff è incredibile, ma ci mancano delle cose. Dobbiamo prendere l’esempio dall’Arandina. Dobbiamo prendere una ragazza maggiorenne per non entrare nei casini e “farcela” tutti insieme. Questo è ciò che unisce uno staff tecnico e una squadra. Guarda quelli dell’Arandina, che dopo sta cosa hanno conquistato la promozione. Buona domenica, ragazzi” 

E’ veramente aberrante, anzi schifoso, che una società inserita nel principale campionato spagnolo, affidi la sua prima squadra femminile a un pazzo favorevole allo stupro di gruppo.

Ancora più allucinante è il silenzio, anzi l’omertà della federazione. Le persone sedute a quelle sedie non sono per niente coscienti di essere complici, involontariamente, di un fatto veramente grave.  

Il presidente, Raul Martin Presa, ha proibito alla ragazze di commentare la scelta, ma soprattutto ha vietato qualsiasi “rueda de prensa” per Carlos Santiso, che ha dichiarato di essere pentito e vergognato per la battuta maschilista detta.

Chi invece si sono  fatte sentire, sono le giocatrici degli altri club, intasando Twitter di cinguettii velenosi diretti a Santiso e Martin Presa. Non sono le uniche. Genitori, parenti o semplicemente tifosi, che hanno riempito le grate della Ciudad Deportiva del Rayo Vallecano con cartelli con slogan simile. ” Salvate le ragazze da uno stupratore”.

Un altro comportamento simbolo della protesta è quello di Jorge Blanco, preparatore fisico, che ha deciso di lasciare il suo incarico, perchè non ha intenzione di dividere lo spazio con un personaggio del genere.

Non si fanno attendere le reazioni dei sindacati delle giocatrici. Il primo a scendere in campo è FUTPRO che ha denunciato ben due infrazioni: la prima sulla sicurezza sul posto di lavoro e la seconda sulla violazione del codice etico della RFEF.

Purtroppo, per ora le acque non si sono ancora mosse. Le proteste continuano senza interruzione, la sicurezza delle ragazze è ancora a rischio, ma soprattutto niente provvedimenti da parte della federazione.

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